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Fabia atterra sul pianeta Playmore | Sport for All

Una storia da raccontare!

È stata la mia amica a farmi conoscere i corsi Sport for All promossi da Fondazione MilanPlaymore! 

A settembre mi sono iscritta subito insieme a M., mio nipote, autistico, al corso del sabato mattina: ginnastica a ritmo di musica. Abbiamo da poco frequentato la quarta lezione, ma già alla prima ho capito che eravamo atterrati su un pianeta fantastico. 

Intanto, PlayMore! è un posto bellissimo, colorato, pieno di vita e di movimento. È un luogo bello fuori e dentro, per come è fatto. Perché non è un “contesto speciale” ultra-protettivo, predisposto per persone con handicap di vario tipo, ma è semplicemente un luogo fatto di persone, che va incontro alle esigenze di tutti e non si pretende che avvenga il contrario! È un luogo dove non solo si accolgono le diversità di ciascuno ma si cerca di trasformare, se possibile, i limiti in potenzialità. Istruttrici e istruttori sono gente meravigliosa perché sanno osservare e comprendere le difficoltà di ognuno e “spingono dolcemente” verso il superamento del limite. Come? Ridendo, giocando, lasciandosi coinvolgere pur mantenendo uno scopo segreto: quello di allenare, insieme ai muscoli del nostro corpo, la propensione alla socialità, alla comprensione di sé e degli altri, alla crescita e al rafforzamento dell’autostima di ogni componente del gruppo.  

M., in quattro lezioni, è passato dall’essere estremamente ansioso per paura di non essere all’altezza della situazione, a essere applaudito come una rockstar perché ballare è una delle cose che gli viene bene. Per M. ogni situazione della vita, anche la più banale, come dire il proprio nome al momento giusto, o contenere il volume della propria voce perché gli altri non si spaventino, non è affatto una cosa banale. Per lui, qualsiasi prova è una gigantesca fonte di ansia che combatte quotidianamente con il coraggio di un samurai e la voglia di emanciparsi e di cercare di essere felice, come tutti. Ma qui a Sport for All, M. è passato dall’essere soverchiato dall’ansia a essere qualcuno che è apprezzato per il suo modo di ballare o per il suo modo fantasioso di dare nomi o inventare saluti particolari. Dalle sue debolezze sono fiorite qualità interessanti. Da persona con disabilità a persona con abilità, in nemmeno due ore! E questo è possibile solo su un pianeta evoluto e innovativo.  

E ora passiamo a me. Io mi sto divertendo moltissimo perché ogni componente del gruppo ha un modo tutto suo di vedere il mondo, che è spiazzante per la nostra visione di normodotati, troppo spesso condizionata da stereotipi, pregiudizi e logica ferrea. Ma questo spiazzamento è piacevole! Io, per esempio, non me lo aspettavo, non lo sapevo, ma avevo bisogno di essere abbracciata. E in quattro lezioni ho ricevuto abbracci da diverse persone, cosa che mi ha emozionato parecchio.  

Alla fine della prima lezione, io e M. ci siamo avviati in silenzio verso la fermata della metropolitana mentre capivo che qualcosa era cambiato sia per me che per lui. Ricordo di essermi chiesta: “Ma come hanno fatto a entrarmi già nel cuore?”  

In conclusione, trovo che i corsi Sport for All siano davvero un luogo autentico di inclusione, che ci ricorda che stare insieme è bellissimo, e giocare insieme, lo è ancora di più!  

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