Sport for Change

Per offrire ai ragazzi spazi e momenti dove essere sostenuti e accompagnati nel percorso scolastico e di crescita, attraverso modelli positivi di socialità.

LA SITUAZIONE

Sempre di più i giovani, senza adeguati spazi di aggregazione sportiva-socio-culturale e alle prese con l’alto tasso di disoccupazione, si trovano disorientati e senza punti di riferimento. In questa situazione si registrano tassi crescenti di abbandono scolastico già a partire dalla scuola secondaria di primo grado.

In questo contesto è molto facile che i ragazzi più fragili siano attratti dai comportamenti devianti e che le organizzazioni criminali trovino terreno fertile, fatto che purtroppo trova riscontro nell’aumento dei casi segnalati dall’Autorità Giudiziaria agli Uffici di servizio sociale per i minorenni.
Nei casi più drammatici la crescita di molti ragazzi rischia di finire all’interno di un carcere minorile.

Il presidio di Napoli è l’unico che coniuga le due anime di Sport for Change, agendo contemporaneamente per contrastare la dispersione scolastica e per il reinserimento dei minori in conflitto con la legge.
Il progetto  crea occasioni di formazione e incontro sia per i ragazzi detenuti nel carcere minorile di Nisida che hanno già scontato un terzo della loro pena e che hanno avuto il permesso di frequentare corsi di formazione professionale fuori dal carcere, sia per coetanei a rischio di dispersione scolastica segnalati dalle reti territoriali e dai servizi di zona.

METODOLOGIA

Fondazione Milan ha deciso di intervenire in questo difficile contesto lavorando contemporaneamente con due gruppi: uno di ragazzi più piccoli (11-15 anni) a rischio di dispersione scolastica e uno di più grandi (16-24 anni), formato sia dai ragazzi di Nisida che quelli a rischio di esclusione sociale.

Dare ai ragazzi detenuti l’occasione di uscire dalle mura carcerarie e di svolgere dei corsi professionali all’esterno favorisce il superamento della reciproca diffidenza tra società e detenuti e la creazione di un rapporto solidale tra loro, nella convinzione che completando un percorso educativo e formativo insieme, i ragazzi possano rinascere e crescere come cittadini.

Per generare un reale cambiamento si è deciso di indirizzare il percorso ad una formazione lavorativa e, in un contesto così particolare, lo sport gioca un ruolo fondamentale come strumento di collegamento tra il mondo del lavoro e la normale quotidianità.

Il gruppo dei più giovani segue lo schema tradizionale, che prevede attività sul campo insieme a una squadra della SSD Europa, l’associazione sportiva napoletana partner del progetto, oltre a laboratori di musica e fotografia nella seconda parte dell’anno. Accompagnati da uno psicologo e un educatore, i ragazzi acquisiscono maggiore fiducia in se stessi e consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse attraverso l’allenamento motivazionale.

Si insegnano loro gli elementi di base della comunicazione in campo e li si guida ad osservare come i bambini gestiscono le emozioni e quali siano le differenze cognitive e relazionali per fasce d’età. Ancora meglio, si rafforzano le abilità di base, l’autonomia e l’autostima.

I ragazzi del secondo gruppo vengono invece formati in aula sulle parti tecniche e tattiche, mentre sul campo imparano la gestione delle dinamiche relazionali, partendo dall’osservazione delle squadre iscritte alla SSD Europa fino ad affiancare un allenatore nella preparazione e nell’allenamento per il campionato dei più piccoli.

Inoltre a questi ragazzi è permesso di frequentare un percorso di orientamento al lavoro e di partecipare ad un laboratorio sulla lavorazione della ceramica organizzati dal carcere di Nisida. Questi corsi si svolgono in una struttura dell’isola collocata al di fuori delle mura carcerarie.

BENEFICIARI

15 ragazzi tra gli 11 – 15 anni segnalati dal Centro di Solidarietà, iscritti alle scuole medie e a rischio di dispersione scolastica.

21 ragazzi tra i 16 e i 24 anni, di cui 6 studenti e 7 NEET (Not in Education Empoyment or Training) segnalati dalle reti territoriali, e 2 ragazzi detenuti nell’Istituto Penale Minorile di Nisida.

RETE TERRITORIALE

SSD EUROPA
Associazione Portofranco Napoli
Carcere Minorile di Nisida
Comune di Napoli
Assessorato allo Sport e Assessorato all’Istruzione
Associazione Centro di Solidarietà di Napoli