Lavoro di Squadra: Sport e Giovani

Si è concluso con successo il progetto di ActionAid e Fondazione Milan rivolto ai giovani NEET. Molti ragazzi  hanno cominciato un tirocinio formativo o hanno trovato un impiego.

MILANO – Non studiavano e non cercavano più lavoro, rientrando a pieno titolo nella “categoria” sociale dei NEET (Not in Education, Employment or Training) . Si sono rimessi in gioco grazie allo sport, all’allenamento e alla loro forza di volontà: sono i 24 ragazzi coinvolti nel progetto “Lavoro di Squadra. Allenati a cambiare la tua vita!”, rivolto a  giovani tra i 15 e i 24 anni esclusi dal mondo della scuola e del lavoro residenti nella Zona di Milano Gratosoglio (Zona 5). Il progetto è stato realizzato da Fondazione Milan e ActionAid, in partnership con AXA Cuori in Azione, con il supporto operativo di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e di Andrea Poletti  & Associati SRL, e con il patrocinio del Comune di Milano-Consiglio di Zona 5. Dopo oltre un anno di attività e due cicli formativi, il bilancio di Lavoro di Squadra non è fatto solo di numeri, ma anche e soprattutto di storie e percorsi di vita che hanno cambiato traiettoria permettendo ai giovani protagonisti di guardare con più fiducia al futuro.

Grazie a un percorso gratuito di circa tre mesi che ha coniugato pratica sportiva, allenamento motivazionale e career coaching, molti dei giovani partecipanti al progetto hanno trovato lavoro o lo stanno cercando. Altri stanno seguendo un tirocinio in importanti aziende o corsi di formazione. I ragazzi sono stati seguiti, in gruppo e individualmente, da una case manager di ActionAid che ha coordinato le attività del progetto e creato la rete che ha permesso l’identificazione dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training) più a rischio, che soffrivano maggiori disagi economici, sociali o familiari. L’attività sportiva è stata coordinata da Fondazione Milan. I ragazzi hanno svolto gli allenamenti presso il centro sportivo Vismara, dove hanno partecipato anche a tornei e incontri, capitalizzando il bagaglio tecnico e educativo della Milan Academy. Un’esperienza che senza dubbio li ha resi maggiormente consapevoli delle proprie energie e delle proprie capacità, oltre ad aver ben compreso il significato di squadra. Questo ha permesso ai giovani di rispettarsi a vicenda e avere maggiore fiducia nell’altro. 

“Non lavoravo da sei anni, non sapevo come fare a cercare un impiego, ai colloqui a volte non mi presentavo. Ora mi sento più sicura, rifarei questo progetto mille volte”, racconta Maria, ragazza di 24 anni di Gratosoglio, minuta e determinata, all’inizio timida e poco incline allo sport e poi diventata il leader del gruppo. Maria ora sta facendo un tirocinio formativo in una grande azienda di abbigliamento e lavora a stretto contatto con il pubblico nel centro di Milano.

Tre ragazzi con la passione per la cucina hanno seguito un corso gratuito di catering organizzato da un importante consorzio a Milano, imparando così a cucinare, a gestire un servizio e a relazionarsi con il pubblico. Uno di loro comincerà presto a lavorare in un ristorante. Un altro, Adrian - 19 anni appena compiuti - ha cominciato un mese fa a lavorare in un importante Hotel di Milano dopo diversi lavori precari e una ricerca durata due anni: “Per me è un’occasione preziosa. Poter lavorare in un Hotel così importante e imparare i trucchi da chef affermati è un’esperienza unica”.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati di questo progetto
– dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid – L’eterogeneità del gruppo, da giovanissimi di 16 anni che non avevano mai lavorato a ragazzi di 24 anni con diverse esperienze alle spalle, sia italiani che di origine straniera, non è stato un limite, anzi ha costituito un valore aggiunto. La maggior parte dei partecipanti aveva un livello di istruzione medio-basso, ma ottime competenze trasversali e linguistiche. Abbiamo aiutato ragazze e ragazzi a rimettersi in gioco e ad attivarsi per realizzare il proprio futuro”.

Oltre alle attività in campo e in aula, i ragazzi sono stati coinvolti in attività serali, ludiche e di volontariato, hanno incontrato diverse aziende che si sono rese disponibili a realizzare dei colloqui simulati o ad organizzare veri e propri incontri di formazione.  I ragazzi hanno imparato a scrivere  il cv, la lettera di presentazione, a individuare i canali per cercare lavoro. Inoltre, grazie al supporto operativo di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità sono state organizzate delle  simulazioni di colloquio e molti dei giovani hanno avuto l’opportunità di farsi conoscere e poi di cominciare un tirocinio formativo in realtà alberghiere importanti o in negozi di abbigliamento.

“Lavoro di squadra” è stato sostenuto da AXA Italia, attraverso AXA Cuori in Azione, l’associazione di volontariato aziendale che opera in tutta Italia ed è diventata un pilastro della Strategia di Corporate Responsibility della Compagnia. La sfida di AXA è infatti cambiare e saper innovare, investendo nei giovani e in percorsi di protezione, innovazione e inclusione volti a generare impatti sul territorio che migliorino la qualità della vita e la coesione sociale. E anche i numeri confermano che l’impegno della Compagnia nei confronti della comunità ha un impatto non solo sociale ma anche economico: AXA Italia ha infatti calcolato il Social Return on Investment per il progetto “Lavoro di Squadra”, stimando che per ogni Euro investito sono stati generati 8,04 Euro, un valore significativo per i destinatari e per la società nel suo complesso.

Secondo l’Istat in Italia sono oltre 2,3 milioni (il 25,7% del totale) i giovani Neet, 15-29enni che nel 2015 non sono stati inseriti in un percorso scolastico o formativo e non hanno lavorato. L’incidenza del fenomeno è più elevata tra le donne (27,1%). La quota è in leggero calo rispetto all’anno precedente: nel 2014 i giovani che non studiavano e non lavoravano, erano il 26,5%. Si tratta della prima inversione di tendenza dall’inizio della crisi. Milano, infine, registra un tasso di disoccupazione giovanile (ragazzi tra i 16 e i 24 anni) del 34,1%, superiore al valore medio della Lombardia (31,2%).

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